sabato 18 gennaio 2014

La collana "Isola", libriccini di poesia e disegni a cura di Mariagiorgia Ulbar e Andrea Bruno

Storie di collane micro #11

Per chi voglia provare a fare buoni libri di poesia c'è spazio. Forse c'è più spazio che mai. Ovvio che magari dobbiamo scordarci copertine rigide, sovraccoperte, grandi formati e foliazione, distribuzione capillare. Ma questo non significa scarsa cura grafica, anzi. E poi non è in quelli apparati che dobbiamo cercare e possibilmente trovare la poesia, anche se la fattura del libro può ancora rivestire una certa importanza: il blasone di certe collane di poesia storiche ormai inizia a scricchiolare sonoramente. Mi pare di aver sostenuto quest'idea già altre volte e la ribadisco. Un'ulteriore conferma arriva anche dalla nuovissima collana dal nome huxleyano di "Isola" di Mariagiorgia Ulbar e Andrea Bruno. "Libriccini di poesia e disegni" recita il sottotitolo. Libri davvero piccoli, 16 pagine, che però dimostrano una progettazione coerente ed efficace, nata - suppongo - sulla scia di un libretto che oggi potremmo considerare il numero zero della collana, Osnabrück, contenente poesie della Ulbar e illustrazioni di Bruno. Se quel libretto presta forse il format a questa nuova collana, l'ultima sezione de I fiori dolci e le foglie velenose, "Isola", presta il nome a questa nuova collana terracquea. Chi la inaugura? In alto vedete la copertina di Da un luogo vacillante di Yari Bernasconi (1982), poeta della Svizzera italiana che avevamo già potuto apprezzare nell'ultimo Quaderno edito da Marcos y Marcos (si veda anche qui) e che rileggeremo presto per le sue importanti curatele su Giorgio Orelli, in uscita in questo 2014. Il suo libro illustrato da Guido Volpi inizia così: "Correvi nelle stanze disfatte, tra i mattoni, / nel grumo di pareti sbiadite e abbandonate. / Sapevi dove andavi: anche al buio, la sera, / riconoscevi il contorno dei mobili, le tracce / di chi aveva deciso di partire (lasciando tutto). [...]".

Sono contento di aver trovato in un altro libretto della collana, Cosa inutile, l'opportunità di leggere più diffusamente Dina Basso (siciliana di Scordia, classe 1988) che scrive nel proprio dialetto. Nel suo libretto illustrato da Elena Guidolin mi ha colpito in particolar modo questo testo che comincia così: "Arristava abbabanuta / ogni vota ca scupreva / do trasportu de' cavaddi / verso i cursi e no maceddu. / Iddi fermi, supra i rroti / u travagghiu è ddo muturi, / comu u latti dintra i camii / comu i camii da binzina / ca ieunu versu u rifornimentu. [...]" (Restavo abbacinata / ogni volta che scoprivo / del trasporto dei cavalli / verso le corse e al macello. / Loro fermi, sopra le ruote / il lavoro è del motore, / come il latte dentro i camion / come i camion della benzina / che andavano verso il rifornimento. [...]").


"distratti / dal profumo delle rose / abbiamo barattato / il cosa era con il quanto siamo // simili nel gambo // storti nelle pose // dentro un male incorniciato/  stiamo cresciuti / ma completamente soli [...]" La poesia di Sergio Rotino (Lecce, 1958, da tempo a Bologna, tra i fondatori di una delle più belle riviste degli anni passati, "Versodove") è contenuta in Altra cosa da inventare, libriccino stavolta intervallato dai disegni del bravissimo Davide Catania, illustratore dotato di uno dei tratti più convincenti tra quelli che accompagnano questa prima infornata di titoli. La lunga frequentazione del cinema salda in questo volume di "Isola" la compenetrazione tra parole e quel delicato fenomeno che diventa un'illustrazione di queste. Di Rotino vorrei consigliare un piccolo proseguimento qui (ma prima di cliccare arrivate alla fine di questo post, se avete voglia, che sennò non tornate più).

L'accoppiata Ulbar-Bruno ritorna dopo Osnabrück in Transcontinentale, volume dove l'ossessione del viaggio dell'autrice abruzzese  nata a Teramo nel 1981 appare sin da un titolo che s'annuncia più come una lacerazione che come un'unione di terre. La rete da pesca della scrittura insulare di Mariagiorgia Ulbar ha rivisitato e riparato tante maglie, se la confrontiamo con il bel libro d'esordio I fiori dolci e le foglie velenose (un libro che ha solo il difetto, a causa della copertina, di finire sicuro dentro lo scaffale "Giardinaggio" delle librerie se nelle librerie dovesse arrivare). Cambia la rete, cambiano le maglie e cambiano i pesci di cui si nutre l'autrice ("che se mangi poi per forza devi espellere / e che questo vale anche per l'affetto" scriveva a proposito nel libro d'esordio), ne restano imbrigliati altri, nuovi animali, nuove peregrinazioni sul tempo con un passo che batte un ritmo tra l'ancestrale e il postatomico: "Pur cercando io non ho mai trovato / una cosa in me che mi rendesse / un essere stanziale , un animale / come un cane, un cinghiale o un lupo. / Vagare per desolazioni ampie / - territori boscosi o di pietre - / lunghe, spaziose, remote / ma sapere riconoscere le proprie."

Una nuova infornata di titoli è già impastata. Di Alessandra Carloni Carnaroli è già pronto Sei Lucia illustrato da Paolo Parisi. Le accoppiate poeti-illustratori annunciate sono degne di nota. Un'anticipazione? Carlo Bordini-Silvia Rocchi, Azzurra D'Agostino-Michelangelo Setola e Fabio Donalisio-Marco Corona. Questo è il sito della collana Isola. Un'intervista di approfondimento e presentazione del progetto di Gianni Montieri a Mariagiorgia Ulbar si può leggere qui.

In bocca al lupo.

4 commenti:

  1. Collana molto interessante. Copertine e frammenti dai testi accattivanti. Conoscenza da approfondire sicuramente. Grazie per il suggerimento, Alberto. Cari Saluti, G

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  2. Che bel progetto! Sai se accettano manoscritti?

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  3. @Gaetano vero, merita attenzione, anche in vista dei prossimi titoli

    @Emanuela non saprei

    grazie e un caro saluto

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  4. il frammento della basso, molto bello

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